Diabete ed ipertensione: due facce della stessa medaglia. Perché un diabetico dovrebbe avere la pressione a target

Scritto il 24/01/2025
da Dott. Alessio Mazzieri


Premessa

L'ipertensione è una condizione molto diffusa tra gli individui con diabete mellito di tipo 2. Considerando che entrambe le patologie condividono molti fattori di rischio, si stima che fino all'85% degli individui diabetici abbia anche ipertensione. L'interazione tra diabete mellito di tipo 2 e ipertensione peggiora in maniera sinergica il rischio cardiovascolare. Di conseguenza, gli individui con entrambe le condizioni hanno un rischio doppio della mortalità cardiovascolare rispetto a quelli con solo diabete o ipertensione, e questo effetto cresce linearmente all'aumentare della pressione arteriosa sistolica (il valore di pressione massima al controllo pressorio). D’altro canto, è stato dimostrato che ogni riduzione di 10 mmHg della pressione arteriosa sistolica è associata ad una riduzione del 15% del rischio di morte per eventi cardiovascolari in 10 anni. Studi passati e recenti dimostrano come un corretto e personalizzato trattamento antipertensivo risulti fondamentale per ogni paziente diabetico.

Lo studio

Recentemente sono stati pubblicati dello studio BPROAD. Lo studio ha coinvolto oltre 12.000 pazienti affetti da diabete di tipo 2 ed ipertensione. I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere un trattamento intensivo che mirava a una pressione arteriosa sistolica inferiore a 120 mm Hg o un trattamento standard che mirava a una pressione arteriosa sistolica inferiore a 140 mm Hg per un massimo di 5 anni. Tra i pazienti in studio, l'incidenza di eventi cardiovascolari (ad esempio ictus od infarto miocardico) è stata significativamente inferiore con il trattamento intensivo rispetto al trattamento standard. Già dopo un solo anno di osservazione, la pressione arteriosa sistolica media era di 121,6 mmHg nel gruppo intensivo rispetto a 133,2 mmHg nel gruppo standard. Chiaramente episodi di ipotensione sintomatica si sono verificati più frequentemente nel gruppo di trattamento intensivo, per quanto l’incidenza di eventi avversi gravi è stata simile nei due gruppi.

Conclusioni

I risultati del lo studio BPROAD confermano che nei pazienti diabetici di tipo 2 si debba cercare di controllare la pressione arteriosa in modo da ridurre il rischio cardiaco. Una corretta adesione alla terapia antipertensiva, finemente scelta e titolata dal proprio medico di fiducia, può contribuire nel paziente diabetico all’abbattimento del proprio rischio cardiovascolare.

Articolo di riferimento

Bi, Yufang et al. “Intensive Blood-Pressure Control in Patients with Type 2 Diabetes.” The New England journal of medicine, 10.1056/NEJMoa2412006. 16 Nov. 2024, doi:10.1056/NEJMoa2412006

https://www.nejm.org/doi/pdf/10.1056/NEJMoa2412006

 

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