L’interruzione di Glifozine  e Agonisti del recettore GLP1 : quando non sai cosa ti perdi…

L’interruzione di Glifozine e Agonisti del recettore GLP1 : quando non sai cosa ti perdi…

Le linee guida diabetologiche nazionali ed internazionali raccomandano l'uso degli inibitori del co-trasportatore del sodio-glucosio 2 (SGLT-2i) e degli agonisti del recettore del peptide-1 simile al glucagone (GLP1-RA) nei pazienti diabetici di tipo 2 con storia o rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica. Dati recenti dimostrano un progressivo aumento della prescrizione di queste due farmaci nel tempo, tuttavia si sa ancora poco riguardo alla frequenza di interruzione e alle ragioni dietro la dismissione di queste due classi farmacologiche. Un’analisi secondaria del COORDINATE-Diabetes, studio americano volto alla promozione di queste due terapie per ridurre il rischio cardiovascolare, ha fatto emergere dei dati relativi all’interruzione di SGLT-2i e GLP1-RA. Quasi un quarto (il 23,1%) di quelli a cui è stato prescritto per la prima volta un SGLT-2i e un terzo (il 32,2%) di quelli a cui è stato prescritto per la prima volta un GLP1-RA hanno interrotto il trattamento…

D Dott. Alessio Mazzieri
Diabete e malattia renale cronica: verso una nuova era di protezione renale

Diabete e malattia renale cronica: verso una nuova era di protezione renale

La malattia renale cronica (CKD), caratterizzata da un tasso di filtrazione glomerulare stimato (eGFR) inferiore a 60 mL/min/1.73 m² e/o da un rapporto albumina-creatinina (UACR) uguale o superiore a 30 mg/g per almeno 3 mesi, si sviluppa nel 30%-40% delle persone con diabete di tipo 1 o 2. La CKD può progredire fino all'insufficienza renale, richiedendo dialisi o trapianto, ed è associata a malattie cardiovascolari (CVD) e mortalità prematura. L'American Diabetes Association e le linee guida KDIGO raccomandano di sottoporre a screening per CKD con test eGFR e UACR al momento della diagnosi di diabete di tipo 2 o 5 anni dopo la diagnosi di tipo 1, e poi almeno annualmente. L'obiettivo dello screening è rilevare precocemente la CKD per avviare interventi basati su evidenze e strategie di riduzione del rischio.

D Dott. Alessio Mazzieri
Diabete e Microbiota: una nuova strada per la Protezione Cardiovascolare

Diabete e Microbiota: una nuova strada per la Protezione Cardiovascolare

Lo stato infiammatorio che si riscontra nei pazienti diabetici risulta essere di basso grado ma presente in tutto l’organismo e sembra essere correlato all’insorgenza delle complicanze cardiovascolari. Quando si parla di infiammazione sistemica non si può non parlare di microbiota. Il microbiota infatti modula l’infiammazione, interagisce con i nutrienti, influenza la permeabilità intestinale, il metabolismo del glucosio e lipidico, la sensibilità all’insulina e il bilancio energetico del corpo. Diversi batteri intestinali possono promuovere l’infiammazione di basso grado tipica del diabete di tipo 2 e di conseguenza influire sul rischio cardiovascolare. Recentemente, studi basati sulla popolazione diabetica hanno mostrato la presenza di un'alterata composizione e funzione del microbiota intestinale rispetto a soggetti sani, dimostrando in particolare una riduzione dei batteri dalle capacità anti-infiammatorie e dagli effetti positivi sulla resistenza insulinica.…

D Dott. Alessio Mazzieri